Storia della Sezione

Quarant'anni di passione per la montagna vissuti con entusiasmo, spronati dall'allora giovane vice parroco di Orbassano Lello Birolo che diede le prime dritte sul significato del lavorare insieme, del valorizzare la festa, dell'importanza della promozione umana del tempo libero e dell'espressione della festosità dell'uomo e delle sue situazioni vitali.

Tra le aspirazioni dell'uomo c'è quella del tempo libero. Ed è aspirazione - necessità tutt'altro che secondaria, se è vero che mai come nel tempo libero l'uomo è creativo e ritrova se stesso.

Un cammino iniziato nel 1964 a livello progettuale, per opera di Paolo Giordano e Angelo Marocco, a piccoli passi, quasi timorosi di dover affrontare un'impresa più grande di loro. Con l'ottenimento di una sede stabile a Casa Papa Giovanni XXIII nel 1966 (il nostro primo campo base), inizia la grande avventura che proseguirà nella sede di Via Neghelli n.2 concessa dalla Famiglia Porta Valerio, per arrivare all'attuale presso i locali di Via Dante di Nanni 20/B di proprietà comunale, ottenuta grazie alla sensibilità e disponibilità degli Amministratori Comunali.

Dal Gruppo di Escursionismo Alpino (GEA) iniziale, trasformato il 7 aprile 1987 nell'attuale Sezione di Orbassano del Club Alpino italiano, c'è stato un continuo crescendo di Soci, di attività, di impegno a tutti i livelli. Una realtà sociale che fa onore ad orbassano, una realtà all'insegna del volontariato professionale senza sterili protagonismi, con impegno unanime, costante, tenace, cementato dall'amicizia e dalla comune passione per la montagna, in spirito di servizio gratuito per avvicinare gli uomini a quei grandi valori che non tramonteranno mai: la Fatica, l'umiltà d'azione, lo Stupore, la Solidarietà, la Coerenza.

L'entrata in vigore della Legge n. 776 del 24/12/1985 e n. 6 del 06/01/1989 che formalmente riconosce le Scuole, i Corsi e gli Istruttori CAI, ha permesso alle Sezioni, fra cui la nostra, di istituire nel proprio ambito la propria Scuola, in stretta osservanza dei regolamenti e delle disposizioni della Commissione nazionale.

Anche la nostra Sezione, configurata come struttura che promuove l'attività didattica, il 27/06/1992 ha ottenuto l'iscrizione all'Albo Nazionale della propria Scuola, intitolata per unanime consenso degli Istruttori, alla memoria di "Paolo Giordano"; sarà tra le prime in senso assoluto il 02/12/2000 ad essere riconosciuta nelle tre attività tecniche/didattiche cardine che sono l'Alpinismo, lo Sci Alpinismo e l'Arrampicata Libera.

Quasi a confermare la vocazione alpinistica degli Orbassanesi, accetta di far parte come Presidente Onorario della Scuola un illustre cittadino di Orbassano, Agostino Cicogna, esploratore ed alpinista accademico del Club Alpino Italiano. Nato nel 1908 sarà uno dei pochissimi ad affrontare il 6° grado per quell'epoca (1935-1948) ci ha lasciati il 16 agosto 1998, dopo una vita dedicata interamente alla montagna.

Ad oggi la "Paolo Giordano" conta nel proprio organico sia istruttori nazionali che istruttori regionali e sezionali. La motivazione di fondo è la precisa volontà di aggiornare le finalità dei nostri corsi, quale occasione di rendere un servizio nei confronti dei cittadini, soci o non soci, che avvertono la necessità di saperne di più sul modo più sicuro e corretto di frequentare la montagna.

Aprile 1990: si concretizza nell'ambito della nostra Sezione un altro progetto importante: la nascita del notiziario "C.A.Informa..." che attraverso i componenti la Redazione e le rubriche ideate, va a colmare un vuoto informativo divenuto nel frattempo insostenibile per una famiglia grande come la nostra. Diviene così ufficialmente la voce della nostra sezione, veicolo divulgativo delle iniziative e progetti intrapresi.

La sezione CAI di Orbasano, sensibile ai problemi della formazione dei giovani, e consapevole del valore educativo dell'ambiente e dell'esperienza come efficace fonte d'approfondimento dei programmi didattici, ha avuto proficui rapporti con le istituzioni scolastiche, gruppi parrocchiali e non, dando così piena attuazione ai progetti del CAI per la scuola e i giovani attraverso i suoi Accompagnatori di Alpinismo Giovanile Nazionali e Regionali, gli Accompagnatori di Escursionismo estivo ed invernale, gli Accompagnatori di Sci Alpino impegnati nell'organizzazione delle gite sciistiche che hanno riscosso un enorme successo raggiungendo, in passate edizioni, il numero di oltre 250 partecipanti per gita e infine gli Esperti Nazionali Naturalistici e per la Tutela dell'Ambiente Montano.

Ad affiancare questi settori ormai consolidati nella realtà della sezione, le attività emergenti quali il settore del ciclo Escursionismo in MTB. Entro la fine dell'anno anche per questo settore potremo contare su tre nuovi istruttori di MTB potendo così realizzare, mediante una progettazione integrata, le comuni finalità di crescita umana e di consapevole, armonioso e costruttivo rapporto con l'ambiente.

In un sistema caratterizzato dalla crescente esigenza di organizzazione e di professionalità, anche il volontariato può avere uno spazio importante, a condizione che le sue prestazioni siano adeguate, per qualità ed efficienza, al sistema in cui si trova ad operare. Poichè in questo sistema non possiamo avvalerci delle incentivazioni economiche che non ci appartengono, dobbiamo trarre stimolo e impegno per questa difficile opera di rinnovamento, dalle profonde motivazioni culturali che da sempre danno senso e contenuto alla nostra attività e al nostro ruolo.

I 530 soci appartenenti alle più svariate realtà sociali, di ogni età, ordine e grado, e le ormai centinaia di allievi transitati nei nostri corsi ai vari livelli, ci sono di stimolo a continuare con sempre rinnovato entusiasmo.

Il contenuto dei nostri corsi non può limitarsi alla ripetitività gestuale di tecniche e di movimento per salire una parete o per scendere un pendio innevato, ma deve evolversi in un importante dinamico contributo di conoscenza del territorio. Non un'ecologia da tavolino, ma "camminata", per accedere a tutti gli aspetti della montagna, in modo aperto e sempre nuovo, in cui la tecnica venga a porsi come strumento di questa più ampia opera di approfondimento e di ricerca.

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